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CUORE DI SEPPIA

Journal of poetry - ART - SPIRIT - LIFE



sabato 5 aprile 2014

THE LOST AVOCADO

Cuorediseppia si è spostato qui
A 4 anni dalla nascita del mio blog, un nuovo progetto prende forma. Magari tornerò a scrivere anche qui. Nel frattempo fate un salto voi di là e ditemi cosa ne pensate. Un mondo di grazie, Sara.

mercoledì 19 marzo 2014

Un abbraccio. Forte

NORTH BERWIK
4 minuti di respiro. Non basterebbero 10 ore in più ogni giorno. 4 minuti che trovo per me. E mi chiedo come va. Che direzione ho preso e perché. Quanta polvere alza questo vento che tira forte? Mentre la primavera sembra finalmente essere arrivata. Scrivo di viaggi, ma il più grande lo vado compiendo dentro di me. Con uno zaino in spalla, lasciando sul cammino qualcosa. Esco dall’ufficio e c’è ancora luce. Il parco inizia a riempirsi, gli alberi sotto casa a fiorire. Compro il gelato e lo divoro davanti a un film. Uno di quelli da Oscar, di cui non capirò che metà delle battute. Ma dove va la gente? Se non incontro a un abbraccio? Spendiamo il migliore del nostro tempo a costruire, quando basterebbe starsene stretti anche sotto le macerie.
Un abbraccio. Ma forte.

venerdì 7 marzo 2014

Le 10 SPIAGGE più belle d'ITALIA // edizione 2014

Sono un pesce. Vedo l'acqua e mi brillano gli occhi, torno a respirare. Avrei dovuto nascere su un'isola. Starmene su una roccia di un'insenatura acerba, con la salsedine nella gola. Sogno sempre il mare. Molte di queste le ho già viste. Le altre sono sulla lista. Ecco la classifica delle 10 spiagge più belle d'Italia, stilata da Skyscanner. Qual è la vostra preferita?
CALA ROSSA, FAVIGNANA


MARINA PICCOLA, CAPRI
CALA SPINOSA, SANTA TERESA GALLURA

domenica 2 marzo 2014

ISTANBUL #4

Potrebbe bastare il mare. A impazzirci dentro. Quello che resta alla fine di un viaggio è quello che vado cercando il resto del tempo. Il senso del perpetuo. Incamminarsi, partire, salire, raggiungere, tornare indietro e cambiare strada. Finalmente quella giusta. Restare in silenzio, intendersi, gesticolare, infilarsi in un taxi, tra la folla, reagire, rapire uno sguardo, portarlo con me e sentirlo addosso per sempre.
SULTANAHMET © SARA IZZI
Resta lo zucchero sulla frutta alla fine del pranzo, i pensieri sguinzagliati nel traffico, le confidenze, il capo coperto, la foto da rifare, un simit diviso in strada, il vento sul ponte di Galata, un desiderio affidato a Santa Sofia. Resta la voce di Eve, il suo profumo dolce che non avevo dimenticato, la cena alla cisterna, la luce spenta dopo la buonanotte in stanza.
MERCATO © SARA IZZI
Resta la corsa, gli spari durante la protesta, il vapore del bagno turco, la pelle morbida. Un volo che mi riporta a casa, che non atterra in Italia. Lascio le ragazze sul Bosforo. Raggiungo il gate. L’uva qui sa di miele, di un miracolo avvenuto al sole. Ne faccio scorta, parte con me. 
HAREM, TOPKAPI PALACE © SARA IZZI
Così sono a bordo. Posto finestrino 4A. In attesa del prossimo viaggio, chiudo gli occhi e assaporo il ritorno. Sa di miele. Di un miracolo avvenuto al sole, anche questo. 

venerdì 28 febbraio 2014

ISTANBUL #3

Quando apro gli occhi, quello che ho davanti è lo spettacolo di una città assonnata, sepolta dalla nebbia. Dal mio letto, punzecchio con lo sguardo le guglie di una moschea in lontananza. Siamo dirette lì: a Santa Sofia. Volte decorate, cupole, lanterne e un foro dorato nel muro. Esprimo il mio desiderio. Si esce in fretta, si ridacchia in strada, inseguendo un gatto: la Moschea Blu. Via le scarpe, capo coperto, in religioso silenzio. Un posto magnifico, di sguardi severi e raccoglimento. Il richiamo alla preghiera mi emoziona. Resto col naso all’aria e il volo degli uccelli mi cattura, mi libera da una tormenta. Dal tempo, che non s’arresta un’ora.
SULTANAHMET © SARA IZZI
A pochi passi il Palazzo di Topkapi. Residenza del Sultano, delle donne del suo Harem di zecchino immacolato. Pranzo a Sultanahmet, sistemate in mansarda: kebab, te alla mela verde e 1 ora di Wi-Fi.
SULTANAHMET © SARA IZZI

Un salto alla Basilica Cisterna, tra un gioco di luci e acqua, poi finalmente l’Hammam. Una donna cicciotta a seni nudi mi strofina con accanimento le braccia. Scrub vigoroso, schiuma, shampoo e una jacuzzi tanto calda da mancare i sensi per un po’. Massaggio agli oli profumati, doccia, rossetto e siamo in strada. 
TOPKAPI © SARA IZZI
Piazza Taksim stasera è inquieta. Polizia, idranti, colpi in aria e una corsa, che non avevamo messo in conto, per sfuggire alla carica. Si manifesta contro la censura sul web, e penso sia cosa buona e giusta, ma stasera mi risparmio volentieri una manganellata. Rimediamo una cena nel quartiere di Besiktas. Un gozleme con spinaci and cheese, da leccarsi le dita! Si rientra alla base, dopo aver perso più volte la strada con l’autista. Mi tuffo a pesce sul letto, un ultimo messaggio, domani è un altro giorno.

mercoledì 26 febbraio 2014

ISTANBUL #2


E alla fine è stato un abbraccio forte, dopo mesi di messaggi e sorrisi sul web, di lontananza da Roma. Euforiche e stanche dal viaggio, nella nostra stanza, di un hotel incredibile. Un rivedersi disperato, un approdo, come rompere gli argini e tracimare. Ritrovarsi. Abbiamo fatto le 4:00 a parlare di noi, ad aggiornare i racconti lasciati in aria qualche tempo fa.
HILTON ISTANBUL BOMONTI HOTEL © SARA IZZI 
Svegliate dal profumo dei muffin di Eve, dirette al Gran Bazar. Gli sguardi addosso, di uomini dagli occhi fatti di buio. Neri, dolci. Belli, da sfuggire per salvarsi. Stoffe e ceramiche colorate, lampade, perle e smeraldi e bracciali d’argento. Il richiamo pungente delle spezie giù al mercato, un assaggio, un dolce al miele, Jasmine the. In un bar a pochi passi dal Galata Bridge.
SARAY CAFE © SARA IZZI 


Il vento che sferza mentre lo attraverso è il migliore compagno di viaggio. Me lo faccio scivolare addosso, chiudendo gli occhi e tirando un respiro a volte. Lasciando le ragazze indietro. Quello che vado pensando è che quando avrò raggiunto l’atro lato sarò già una persona diversa. Per forza.
NEW MOSQUE © SARA IZZI
Visitiamo la zona intorno alla Galata Tower e ci dirigiamo a sud, verso il Modern Museum. Una struttura affacciata sulla baia, con una vista bellissima a cui affidare i pensieri. Di nuovo all’aria. Un taxi ci lascia a Beyoglu. Pochi passi e poi in albergo. Doccia, trucco e un abito a fiori messo in valigia all’ultimo minuto. Cena da Sarnic, un ex cisterna romana, dall’atmosfera magica e dal cibo da sballo. Offre Corrado, il mio ex boss, una persona sensibile (in fondo), a volte goffa (mai quanto me) e tanto cara. La vista delle Moschee di notte è una sorpresa. Non c’è nessuno in strada, noi a ridere della vita. Un altro taxi, una corsa al contrario. Mi tuffo a pesce sul letto, un ultimo messaggio, domani è un altro giorno.

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