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CUORE DI SEPPIA

Journal of poetry - ART - SPIRIT - LIFE



lunedì 28 marzo 2011

c e s i D I O


Insegnava nella mia classe
e dal primo banco gli sorridevo.
Tracciava linee svelte su un foglio immacolato,
strappi di seta tropicale,
un vortice azzurro
in forme d’acqua e carbone,
credevo fosse Dio.
Con le pupille stagne di un mostro marino.
L’ho rivisto qualche giorno fa.
Del tutto vecchio
e perciò solo.
La pelle di un serpente cavato dal paradiso.
Chissà che ne farà delle sue mani. Un giorno.
Quanto vorrei che le lasciasse a me.

8 commenti:

  1. sarebbe bello se, chi si invecchia o "se ne va", potesse lasciarci in eredità un talento. Ho una grande ammirazione per gli artisti (di qualunque tipo) perché in un modo o nell'altro sono artefici di una forma di testamento che durerà per sempre: una poesia, un quadro, una foto, una canzone...

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  2. "Pensavo...è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra" Fabrizio De Andrè
    Ci sono persone che possiedono un talento straordinario. Una penna, un pennello, una matita, una chitarra...nelle loro mani si trasformano in mondi fantastici ed immensi...pensavo..è bello che dove finiscono le loro dita...debbano in qualche modo incominciare i nostri Cuori.

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  3. I vostri messaggi sono un tesoro immenso.
    Turista, hai centrato in pieno il mio stato d'animo e io condivido appieno il tuo,grazie! E tu Chicca, hai lasciato un segno :)

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  4. Quelle sue mani già ti appartengono. I loro movimenti sono un ricordo presente. Falli penetrare nelle tue mani...

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  5. non sono già almeno quattro ?

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  6. M'hai ispirato un ricordo...

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  7. quoto senza dubbio laura!!!! :)

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